22 Aprile , 2021 | Articoli

Cortical and deep grey matter volume loss is specifically linked to cerebrospinal fluid inflammation in early Multiple Sclerosis

Mauro

Pignataro

Medical Writer

Durante il suo intervento alla SIN 2020, la Dr.ssa Bajrami ha presentato i risultati del suo gruppo di ricerca sulla variazione del volume della sostanza grigia corticale e profonda in relazione ad uno specifico profilo infiammatorio liquorale, in pazienti affetti da sclerosi multipla (SM).
Studi recenti hanno dimostrato che fenomeni come demielinizzazione, perdita neuronale e attivazione della microglia avvengono a livello della superficie encefalica secondo un certo gradiente. Questi studi suggeriscono l’ipotesi che i fattori solubili rilasciati dalle cellule immunitarie possono diffondere nel liquor per creare un danno a livello della superficie parenchimale, danneggiando quindi la sostanza grigia con conseguente atrofia.

Nello studio presentato dalla Dr.ssa Bajrami si è deciso di prendere in considerazione le regioni encefaliche particolarmente coinvolte nella SM e che presentano una superficie che si interfaccia con il liquor: talamo, ippocampo, cervelletto.
Sono stati arruolati 109 pazienti con SMRR e al momento della diagnosi tutti i pazienti sono stati sottoposti a puntura lombare e ad una risonanza a 3 Tesla. Successivamente sono effettuate delle valutazioni neurologiche periodiche e RM di controllo con una frequenza di 6 mesi.
Dall’analisi delle associazioni univariate tra l’incremento delle citochine liquorali con le variabili radiologiche nei vari time-point dello studio e la perdita di volume delle strutture encefaliche dopo due anni di follow-up, emerge la presenza di una forte correlazione tra i livelli delle molecole infiammatorie e il volume del talamo soprattutto per quanto riguarda le molecole CXCL13 e il recettore 1 del TNF solubile.

Inoltre, l’analisi di regressione multivariata ha rivelato che tra tutte le citochine studiate CXCL13 e sCD163 sono quelle che risultano maggiormente correlate con il cambiamento del volume delle strutture che presentano un’ampia interfaccia con il liquor (talamo, ippocampo e cervelletto) al T24 (dopo due anni di follow-up).
CXCL13 è il chemioattraente principale delle cellule B, quindi legato all’infiammazione intratecale, mentre sCD163 è un marker delle cellule della linea mieloide associato all’attività della microglia. Da questo studio emerge come la neurodegenerazione si riflette in vivo con una riduzione di volume e la forte correlazione tra i livelli di CXCL13 e sCD163 con la variazione di volume delle strutture encefaliche.
Inoltre, questi risultati, oltre a confermare che le basi del processo neurodegenerativo hanno inizio durante la fase precoce della malattia, ci suggeriscono che questi mediatori (CXCL13 e sCD163) potrebbero avere un ruolo fondamentale nell’intero processo patogenetico.


Cortical and deep grey matter volume loss is specifically linked to cerebrospinal fluid inflammation in early Multiple Sclerosis

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